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LA DIDATTICA

Il teatro come ricerca, ascolto e relazione

La didattica proposta nasce dalla convinzione che il teatro non sia solo un insieme di tecniche da apprendere, ma un'esperienza da vivere. È uno strumento di indagine profonda sulla natura umana, sulla capacità di stare nel mondo e di entrare in risonanza con gli altri.

Il percorso didattico si fonda sulla creazione di uno spazio di fiducia e libertà, dove l'errore non viene visto come una colpa ma come una porta aperta verso il nuovo. In questo contesto, l'allievo è invitato a esplorare il proprio corpo, la propria voce e la propria immaginazione senza il peso del giudizio.

Al centro del lavoro c'è la relazione con sé stessi, con il compagno di scena e con il pubblico. Attraverso l'ascolto e la presenza, si impara a reagire in modo autentico e a costruire storie e  personaggi.

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ELEMENTI DI LAVORO
Il singolo dentro il gruppo

Ogni allievo è unico e porta con sé un bagaglio di esperienze che diventano risorsa per il lavoro collettivo.

Ascolto e presenza

Il teatro è innanzitutto l'arte dell'ascolto di sé, degli altri e dello spazio che ci circonda.

Uno spazio senza giudizio

La sala prove è uno spazio protetto, dove l’errore diventa parte del processo di ricerca e di scoperta.

Improvvisazione e creatività

Lo strumento principale per scoprire nuove possibilità espressive e sciogliere i blocchi creativi.

Il lavoro parte dalla consapevolezza fisica e vocale per arrivare a una presenza scenica autentica.

Corpo e voce
Personaggio e scena

L'incontro con l'altro da sé attraverso lo studio delle dinamiche sceniche e la costruzione del ruolo.

L'errore è una parte del processo creativo; non è un fallimento da evitare, ma il materiale più prezioso di cui si dispone. Lo sbaglio è la porta che apre all'imprevisto, alla verità del momento che non si era programmato. Solo attraverso la possibilità di sbagliare ci si può liberare della maschera del dover essere bravi.

IL PROCESSO E L'ERRORE

Un mio maestro diceva che quando un allievo faceva perfettamente un esercizio il gruppo poteva anche fischiarlo; quando invece sbagliava, meritava un grande applauso.

Questa immagine mi accompagna ancora oggi.

Dopo una prima parte dedicata al corpo, alla voce e all’improvvisazione, il lavoro sul testo apre una nuova fase dedicata allo studio del personaggio, della relazione con gli altri e della presenza scenica.

IL TESTO TEATRALE

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